Impresa: numeri e immagine

Impresa: numeri e immagine

 

 

I venti e le onde sono sempre dalla parte dei navigatori più abili.

Edward Gibbon

 

 

Sono ormai molti anni che l’istituto della revisione contabile dei bilanci ha effetti legali in Italia. A partire dal 1975, anno in cui è stato istituito l’obbligo della certificazione per le società quotate in Borsa, numerose leggi hanno gradualmente esteso tale obbligo a categorie sempre più ampie di imprese e, praticamente, quasi tutte le norme che modificano il diritto societario prevedono anche la revisione dei bilanci.

La tendenza è destinata necessariamente a continuare. L’Italia dovrà recepire completamente, nel proprio ordinamento giuridico, le norme delle direttive europee in materia di controllo legale dei conti che, così come sono attualmente formulate, estenderebbero l’obbligo della revisione contabile letteralmente a decine di migliaia di altre imprese, medie e piccole.

 

Attualmente sono tante le imprese che fanno revisionare il proprio bilancio?

 

Sì, sono parecchie migliaia, quelle di maggiori dimensioni.

 

Io, da piccolo imprenditore, considero la revisione un ulteriore aggravio e, nel migliore dei casi, una grossa seccatura.

 

Oggi anche numerosissime aziende di dimensioni medie e piccole, non obbligate per legge, si rivolgono tuttavia alla revisione.

 

Come mai? Qual è la molla che spinge un’azienda a sottoporsi a profonde verifiche e, in definitiva, a raccontare le proprie vicende, anche delicate, a operatori esterni, sia pure vincolati dal segreto professionale?

 

Per capirlo occorre fermare l’attenzione su due aspetti particolari, tra i tanti che possono motivare un’azienda a questa scelta: la verifica interna e l’immagine.

 

Parlami degli aspetti della verifica.

 

Le vicende economiche degli ultimi anni hanno messo le imprese italiane a dura prova. Oggi qualsiasi imprenditore è ormai convinto che la sopravvivenza della propria azienda è sempre più legata alla capacità di decidere sulla base di informazioni affidabili e tempestive e al concetto di efficienza aziendale, inteso in senso lato come controllo di gestione, contenimento dei costi e pianificazione degli obiettivi.

Inoltre, non appena un’azienda superi una certa dimensione, l’imprenditore avverte di dover contare anche su un sistema di procedure aziendali affidabili. Vuole essere sicuro di rispettare le sempre più numerose e complicate norme societarie e vuole sapersi difendere dagli errori e dalle infedeltà dei dipendenti.

L’occhio esperto del revisore, sottoponendo a verifica e a critica ogni area aziendale, condizione necessaria per pervenire alla espressione di un giudizio sul bilancio, non tarda a identificare aree di miglioramento nelle procedure aziendali.

Forte della propria esperienza maturata nel corso di incarichi presso numerose società, il revisore non esaurisce la sua opera in interventi puramente ispettivi ma collabora con l’imprenditore formulando suggerimenti atti a migliorare concretamente la gestione della società.

In breve tempo, attuando i suggerimenti del revisore, l’imprenditore è normalmente in grado di ottenere un sistema informativo aziendale affidabile, un sistema di procedure aziendali atte a prevenire o scoprire con ragionevole sicurezza errori o frodi da parte dei dipendenti e una ragionevole sicurezza sull’adempimento ai vari obblighi societari.

 

Dalle tue parole desumo che la revisione non è un onere ma un vero e proprio investimento in sicurezza. E per quanto riguarda l’immagine aziendale?

 

Sono oramai definitivamente tramontati i tempi dei bilanci ermetici e in carta bollata: le imprese hanno compreso che il bilancio annuale, oltre a essere un adempimento legale e amministrativo, può, e deve, essere un ottimo veicolo per diffondere l’immagine aziendale.

Si assiste quindi alla pubblicazione, da parte delle maggiori società, di eleganti brochure in carta patinata, ricche di fotografie ma, soprattutto, di dati e di informazioni societarie. In moltissime di queste brochure spicca la riproduzione della relazione del revisore contabile.

In questo caso il ruolo del revisore è ancora più evidente. Infatti, oltre a rilasciare il certificato col proprio giudizio sul bilancio e magari dare al piccolo-medio imprenditore la legittima soddisfazione di vedere il proprio bilancio “firmato” dalle stesse persone che hanno esaminato i bilanci dei colossi dell’economia, il revisore può indirizzare l’imprenditore verso la preparazione di un bilancio redatto secondo le più moderne tendenze in materia di informazione societaria.

 

Il bilancio, quindi, si trasforma in un importante strumento promozionale diretto alla costruzione dell’immagine aziendale.

 

Quando verranno pienamente attuate in Italia le direttive comunitarie in materia, saranno coinvolte in questo processo anche le imprese di dimensioni medie e piccole, le quali trarranno un indubbio vantaggio dalla revisione del bilancio se sapranno accostarsi a questo istituto tenendo nel giusto conto i benefici che se ne possono ricavare.

 

Certo, l’imprenditore abile riesce a trasformare i cambiamenti in opportunità di miglioramento e di sviluppo. Però deve superare l’esame dei revisori.

 

Certo, se un’area aziendale supera “indenne” il profondo esame dei revisori, l’imprenditore può realmente congratularsi con se stesso e sentirsi tranquillo. In caso contrario ¾ niente paura ¾ oltre a evidenziare il “buco” nella procedura il revisore indica anche come rimediare.

 

Ma il revisore cosa fa, esattamente?

 

L’attività del revisore tesa alla espressione di un giudizio professionale su un bilancio è molto complessa e articolata in un grande numero di procedure di verifica*.

 

NOTA* Allo scopo di rendere omogeneo l’operato di diversi revisori, queste procedure, che vanno sotto il nome di Principi di revisione, sono dettagliatamente descritte e codificate in una serie di documenti predisposti da una commissione paritetica costituita dai Consigli nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri.

 

Alcune di queste procedure sono pressoché inderogabili, nel senso che non può essere espresso un giudizio su un bilancio se il revisore non è stato in grado di soddisfarle (riguardano principalmente il conteggio delle giacenze di cassa, la presenziazione alle operazioni di inventario delle rimanenze di magazzino, la conferma diretta dei crediti verso clienti e la conferma scritta dei rapporti intrattenuti con banche, legali e consulenti dell’azienda revisionata).

 

Cosa fa il revisore per la sicurezza dell’imprenditore?

 

Ti faccio un esempio: nel controllare l’area vendite/clienti il revisore non si limita a esaminare fatture e chiedere conferma ai clienti del loro debito, ma, normalmente, prende in considerazione anche altri aspetti quali: lo scarico del magazzino; la corretta applicazione di prezzi e sconti; le procedure e la documentazione relative al ricevimento degli ordini; le procedure e la documentazione relative alla consegna dei prodotti; le procedure di sollecito e di incasso dei crediti; i vari aspetti connessi alla contabilità e all’Iva.

 

E per l’immagine aziendale?

 

Esprimere un giudizio su un bilancio significa attestarne la rispondenza ai cosiddetti “corretti principi contabili”, alle norme, cioè, che riguardano la forma e il contenuto del bilancio. Di norme in materia ne esistono molte e persino contrastanti fra loro: il Codice Civile, i documenti predisposti dai Consigli nazionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri, senza contare la vasta dottrina e giurisprudenza accumulata nel corso degli anni. Occorre infine fare i conti con le norme fiscali che spesso, a causa delle diverse finalità, contrastano con quelle già menzionate.

Per avere un quadro completo delle difficoltà connesse alla preparazione di un buon bilancio, aggiungi l’attuale tendenza a utilizzare come un veicolo promozionale le informazioni che l’impresa è comunque tenuta a pubblicare. Anche in questo caso, il revisore è di grande aiuto. Infatti, deve tenere conto necessariamente di tutte le norme che regolano la redazione del bilancio e, in virtù dell’esperienza acquisita, è in grado di fornire suggerimenti anche in materia di presentazione delle informazioni che costituiscono il bilancio stesso, sempre esercitando un giudizio estremamente indipendente. E comunque nel rispetto dell’autonomia aziendale.

 

Certo, una casa editrice ha esigenze diverse da un’azienda tessile o da un’impresa di pompe funebri!

 

 

Come le guerre sono troppo importanti per essere

lasciate ai generali, così l’economia è

 troppo importante per essere

 lasciata agli economisti

 e agli esperti.

John Kenneth Galbraith

 

Torno all’indice del Libro