Rapallo 2 escursioni

Rapallo

Escursioni sui monti 1-2

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Escursione n° 1
Da S. Maria del Campo a Caravaggio,
con rientro a S. Maria

Tempo di percorrenza: quattro ore (senza soste)
Dislivello: 575
metri

Si parte dalla chiesa dell’Assunta a S.Maria del Campo, frazione di Rapallo posta nella piana del torrente S.Maria, affluente del Torrente Boate.

Dal sagrato della chiesa si segue la strada carrozzabile (salita Cavagino); ad un tornante che piega a sinistra si abbandona la strada per una scalinata che parte sulla destra.

La scalinata, breve, diventa un sentiero lastricato in pietre in costa e dopo aver attraversato un castagneto raggiunge la carrozzabile per S.Martino di Noceto. Non si più fare a meno di notare l’autostrada che corre sulla destra e in alto la Chiesa di Caravaggio, caratteristica nella sua posizione dominante.

Dopo pochi metri, alla prima deviazione sulla destra si prende il sentiero che si distacca immediatamente sulla sinistra con l’indicazione Salita Caravaggio. Da questo punto s’inizia a godere del paesaggio che farà da sfondo all’intero percorso: la costa del Golfo del Tigullio da Rapallo a Sestri Levante, fino a Punta Manara e Punta Baffe.

Il sentiero sale costeggiando abitazioni e tratti ad oliveto ancora ben curato. Si arriva ad un pilone in cemento che reca la doppia scritta "Via a S.Martino" e "Via a Caravaggio". Proseguendo sulla destra e percorrendo Via Tardia e un tratto di carrozzabile si arriva in breve alla frazione S.Martino di Noceto, da dove si può poi proseguire e riallacciarsi con il percorso abbandonato precedentemente (vedere il paragrafo "deviazione").

Si imbocco il sentiero con l’indicazione "Via a Caravaggio", che inizia a salire piuttosto ripido. Trascurando una deviazione sulla sinistra si prosegue, non senza essersi fermati un attimo a contemplare il panorama su Rapallo, io costa di Bana e la costa di S.Lorenzo, dietro alle quali si stoglia il Monte di Portofino.

Il sentiero a tratti diventa meno evidente (ma sempre ben riconoscibile) salendo nel bosco nel quale si può osservare una vegetazione ricca di essenze della macchia mediterranea: cisto femmina, alaterno, corbezzolo, ginestra del Leopardi, mirto, roverella. S’incontra un terrazzo dal quale osservare il panorama che via via si apre sempre più (si può osservare anche il Santuario di Montaliegro, dalla parte opposta lungo la cornice dei monti); da questo punto si prosegue verso l’alto e successivamente o sinistra, dove il sentiero si allarga.

A questo modo si arriva in un punto panoramica caratterizzato dalla presenza di una serie di fasce e di due casolari: si gira a sinistra e si raggiunge così il sentiero che costeggia i casolari e che arrivo da S.Martino di Noceto.

Procedendo verso l’alto, il sentiero sole velocemente dentro la macchia, fino ad incrociare un’altra traccia all’altezza dei resti di una teleferica; si piega a sinistra seguendo il sentiero che ora è ben definito e che porto al crinale che separa la conca di Rapallo dalla valle del torrente Recco.

Qui si incontrano i segnali F.I.E. dei percorsi, di crinaIe appunto, che partendo do Ruta seguono il profilo dei monti che incorniciano Rapallo per scendere poi, dopo Montallegro, verso Chiavari.

Lungo questo tracciato si dipartono poi altri percorsi nati dalla necessità di collegare la costa con l’entroterra (verso la Fontanabuona) e verso Genova.

Si prende a destro in direzione del Santuario di Caravaggio. Giunti ai piedi della vecchia scalinata si può decidere se salire al Santuario (c’è anche una scalinata più moderno ma non meno ripida più avanti) o proseguire a destra lungo un sentiero lastricato, che porta ai piedi della scalinata "nuova", da dove il panorama è bellissimo e permette di osservare il duplice arco, dei monti alle spalle e del golfo di fronte.

Sempre di fronte si allunga la costa di Benna, che si seguirà per scendere a Rapallo. Da qui in poi il sentiero è segnato (una linea e due punti rossi). Iniziando a percorrere il sentiero, è suggestivo voltarsi indietro per osservare la scalinata e il Santuario.

Qui le essenze della macchia mediterranea, dal versante che guardo il mare, s’incontrano con quelle tipiche del bosco misto che predominano invece sul versante più interno.

Da un pianoro si può già vedere la Croce di Spotà, dedicata ai caduti di S.Maria del Campo nel corso dell’ultima guerra, in posizione dominante rispetto all’abitato.

S’incrocia il sentiero (contrassegnato do un quadrato vuoto) che da Monte Bello va a S.Pietro di Novella. A pochi metri dal quadrivio si stacca sulla sinistra il sentiero che porta, in pochi minuti, alla Croce di Spotà, da dove naturalmente si gode di un bel panorama.

Dopo aver fatto la deviazione per la croce, si ritorno sul sentiero segnato con la linea e due punti rossi, iniziando a scendere. Il paesaggio via via riacquista un aspetto antropizzato: si incontrano, infatti, case, alcune di recente costruzione o restauro (il segnale può, o causa dei lavori, "scomparire" in certi punti).

Si arriva così ad una strada carrozzabile, lungo la quale si incontro la cappella di S.Giovanni. Il sentiero ora scende "tagliando" la carrozzabile, fino a giungere a livello dell’autostrada, che si supera in località "le Rocche di S.Maria".

Seguendo la carrozzabile si arriva ai ruderi dello chiesa di S.Tomaso, e successivamente alla carrozzabile che arriva da Rapallo. Il percorso si chiude quindi con l’arrivo al punto di partenza: la chiesa di S.Maria Assunta.

Deviazione: all’incrocio tra "Via a S.Martino" e "via a Caravaggio", si prende a sinistra verso la frazione S.Martino di Noceto. Si percorre Via Tardio fino ad arrivare allo strada carrozzabile: percorrendola in salita si arriva in breve ai piedi di una scalinata che porto alla chiesa.

Dal sagrato, molto piacevole, riposante e fresco in estate, si può osservare la strada che prosegue in direzione di Ruto. Salendo a fianco del sagrato s’incontra subito un incrocio: proseguendo verso sinistra si arriva in breve alla "fons gemma", a destra, dopo pochi metri, si prende un sentiero in salita che passa in mezzo od uliveti, in parte ancora curati e in porte incolti.

In alcuni tratti, specie tipiche della macchia mediterraneo si stanno riprendendo lo spazio che era stato loro sottratto dai coltivi. Le piane ancora curate dall’uomo fanno da forte contrasto con l’ambiente inselvatichito che ci circonda. Ad una deviazione, si prende il sentiero che sale a sinistra, e si continua a seguirne la traccia verso l’alto.

L’ambiente vegetale è ora caratterizzato da essenze dello macchia e elementi del bosco misto come il castagna.

Dopo circa un’ora dalla partenza dal sagrato della chiesa si arriva all’altezza di due casolari costruiti in pietra a vista, in una posizione panoramica nel mezzo di due fasce "pulite".
Qui il sentiero si ricongiunge a quello del percorso descritto precedentemente. La vista spazia da
Punta Baffe sul mare a Montallegro, da S.Lorenzo e la sua costa alla conca che ospita Rapallo.

Escursione n° 2
Dalla valle del Rio Tuia
fino a Montallegro e Rapallo

Tempo di percorrenza: tre ore e mezzo (senza soste)
Dislivello: 612 metri

A partire dal distributore di benzina che si incontra a destra lungo l’Aurelia arrivando da Zoagli (dopo aver superato l’ingresso al minigolf), si imbocco Via Tuia e si percorre un breve tratto costeggiato da due alti muri, per arrivare sullo sponda destra del torrente Tuia, uno dei tre corsi d’acqua che hanno scavato le vallate allo spalle di Rapallo.

Questa, in particolare, si caratterizza per il suo aspetto "selvaggio" e con una scorsa presenza antropica. S’inizia a seguire il corso del torrente prima in sponda destra poi, superato un ponticello in cemento, in sponda sinistra.

Il primo tratto di percorso si svolge necessariamente in un ambiente fortemente antropizzato: case, piane coltivate, serre, arginature del torrente. Guardando verso l’alto si può vedere il Santuario di Montollegro e, proseguendo nel percorso, i tralicci della funivia che lo collegano a Rapallo.

Si supera sulla sinistra un bel mulino a due ruote e, in alto, il viadotto dell’autostrada. Proprio sotto l’autostrada si trova un ponticello in pietra utilizzato per canalizzare l’acqua e portarla probabilmente al mulino incontrato più a valle.

Si supera sulla sinistra un altro gruppo di case; è evidente come le condizioni del torrente mutino (in meglio!) mano a mano che risalendo si lascia alle spalle l’abitato. Nell’alveo del torrente in alcuni tratti si può osservare la disposizione degli strati di calcare marnoso, la formazione rocciosa che caratterizza tutta questa zona.

Il corso d’acqua è stato in passato molta sfruttato per far funzionare numerosi mulini: ne sono testimonianza anche i resti di un’altra costruzione di questo tipo. Si può osservare anche un arco in pietra che passa sopra il sentiero e che era un’altra condotta per l’acqua.

Dopo over superato l’ultimo gruppo di case (un altro mulino), si guada il torrente e si prosegue in sponda destra, lungo una traccia segnata ma non sempre ben visibile.

Da qui in poi l’ambiente cambia e non sembra davvero di essere alle spalle di una città come Rapallo: nel bosco dove predominano i castagni (alcuni esemplari anche piuttosto antichi) il torrente scorre tra cascatelle e laghetti, ciuffi di felci e di muschi, Il percorso è ideale per sfuggire ai caldo di una giornata estiva, anche se in questa periodo la quantità d’acqua sarà certamente minore. Seguendo il sentiero si guada prima sullo sponda sinistra, si continua a salire in mezzo agli alberi e si guada nuovamente in un punto identificabile per la presenza, sulla sponda sinistra, di una grotta.

In questo punto l’ambiente è veramente stupendo e invita ad una sosta in silenzio per godersi i suoni della natura, tra i quali spicca lo scorrere dell’acqua del torrente.

Si continua quindi a salire in sponda destra, fino ad un punto in cui si incontra lo confluenza di due rami del torrente; qui bisogno imboccare una traccia a sinistra che, ad una quota leggermente superiore e salendo piano, torna apparentemente indietro ma porta in realtà (in pochi minuti) fuori dal bosco.

Infatti, l’ambiente torna ad essere antropizzato per la presenza di fasce coltivate ad uliveto; si osserva in basso un gruppo di case (località Crestuzzo) ed in alto il Santuario di Montallegro.

Si segue il tracciato che corre lungo l’uliveto, superando un valloncello e arrivando così ad un "terrazzo" che ospita un olivo e che si affaccio sulle case sottostanti, sul mare e sullo strada che parto indietro versa Rapallo, incrociandosi nella località "Il Pellegrino" con il sentiero che scende da Montallegro.

A questo punto si prende il sentiero che sale verso un gruppo di case abbandonate (loc. "Casette"). Il tracciato sale velocemente e la vista via via si apre sempre più sul porto di Rapallo, Santa Margherita e parte del Promontorio di Portofino.

Si oltrepassano le case e si prende dopo pochi metri una traccia sulla sinistra. Il sentiero sale molto ripido prima tra l’erba e la vegetazione bassa con essenze della macchia mediterranea, poi entro nel bosco. A questo punto la traccia si perde ma niente paura: basta proseguire versa l’alto, armarsi di pazienza (e gambe) ed affrontare la salita (di circa un’ora da quando si lasciano le case) che porta fino ad "incrociare" il sentiero, che è quasi una strada, che parte da Montallegro ed arriva fino a Chiavari.

  • Qualora non si volesse affrontare la salita verso Montallegro, si può prendere la strada dalla località Crestuzzo e percorrerla fino al suo incrocio con il sentiero segnato (due croci rosse) che scende da Montallegro, arrivando così a Rapallo.
  • Sempre una volta arrivati sul sentiero in costa, si può decidere di fare una breve deviazione verso il Castello Rapallino: occorre allora andare versa destro (segnale: un rombo rosso) e arrivare fino ad un bivio tra il sentiero che scende verso Chiavari (due quadrati vuoti rossi) e quello verso Rapallo (un rombo rosso).

    In questo punto bisogna salire (la traccia è piuttosto agevole e chiara) sulla sommità di Monte Castello, dove si trovano appunto i resti del Castello Rapallino.

    Uno volta arrivati o Montallegro, non si può fare a meno di soffermarsi ad osservare il panorama intorno: innanzi tutta la valle del Tuia che abbiamo appena lasciato, poi il golfo, il Promontorio di Portofino, lo costa di S.Lorenzo con Ruta, lo cornice di monti (dove spicco il Santuario di Caravaggio) che se ne diparte e che arriva a ricongiungersi appunto con il Santuario, per poi proseguire verso Chiavari.

    Alle spalle le cime della Fontanabuona, che qui ha un suo importante punto di collegamento con la costa: il Passo della Crocetta, che si incontra venendo da Monte Pegge in direzione di Montallegro.

    Affacciandosi dal sagrato si può vedere io località Casette da dove si è partiti per salire. A questo punto si scende verso Rapallo: volendo lo si può fare molto agevolmente grazie allo funivia o ai mezzi pubblici; altrimenti si prende uno stradina in cemento che parte a fianco della stazione dello funivia ed è segnato con una doppio croce rossa.

    Il percorso è chiaramente tutto in discesa e costituisce la via dei pellegrini che salgono a Montallegro. L’ambiente che si attraversa varia tra la lecceta (con esemplari anche di notevoli dimensioni) e la macchia mediterranea: infatti il tracciato è sempre esposto sul versante a mare e permette l’insediarsi di una vegetazione composta in prevalenza da leccio, corbezzolo, ginestra ed oltre essenze tipiche.

    Lungo il sentiero si alternano punti immersi nella lecceta (particolarmente graditi nel periodo estiva) a zone molto esposte ed assolate, da dove però è passibile godere di un’ottima vista su Rapallo e il circondario.

    Mano a mano che si scende si può seguire l’andamento della valle del Rio Tuia e ripercorrere idealmente il sentiero che abbiamo seguita all’andata.

    A tratti si passa acconto ai piloni della funivia, che stonano un po’ con l’ambiente circostante ma che d’altra parte fanno armai parte del paesaggio e sono saldamente legati all’immagine del Santuario, come pure la cappella Figari e quello di S.Bartolomeo che si incontrano lunga il percorso.

    La discesa procede ripida e l’ambiente diviene via via più antropizzato: superata Io località Il Pellegrino (come si può vedere dal nome scritto sul fianco di una casa) si passa praticamente tra case, fasce coltivate ad oliveto ed orti, fino a raggiungere Rapallo, all’altezza dell’Oratorio delle Clarisse e vicina alla chiesa di S. Francesco


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