Laguna Veneta

Laguna Veneta

STORIA

Nel IV sec. a. C. i Veneti si diffondono su una vasta area che comprende anche la laguna. I romani vi si stanziano nel III sec. a. C.

Durante le invasioni barbariche, che devastano molti centri lagunari, Attila saccheggia Altino i cui abitanti si rifugiano a Torcello.

Nel 589 si verifica la Grande Alluvione di Paolo Diacono, dal nome dello storico che ne da’ notizia.

Nel IX sec. la sede del Ducato Veneto viene trasferita dai Bizantini da Cittanova (Eraclea) a Rivoaltus (Rialto) e il patto di Aquisgrana ne sancisce l’indipendenza (814). Nel 1110 una nuova catastrofe marina distrugge Malamocco.

Fra il 1378 e il 1381 scoppia la guerra di Chioggia contro i Genovesi che vengono sconfitti grazie all’intervento della flotta veneziana.
Dopo un periodo di splendore, Venezia nel ‘600-700 inizia a decadere.
Nel 1797 le truppe francesi entrano in città e il doge si dimette. Più tardi verrà assegnata agli Austriaci (1815).

Durante la Prima Guerra Mondiale Venezia, Jesolo, Musile e S.Donà di Piave subiscono gravi danni.

Nel 1933 si costruisce accanto al preesistente ponte ferroviario lungo 3,2 km, che univa Venezia alla terraferma (1846), un nuovo ponte stradale.

Nel secondo dopoguerra Venezia e i piccoli centri si spopolano mentre Mestre cresce caoticamente e si espande la zona industriale di Marghera.

lI 4 novembre 1966 un’eccezionale alta marea si registra a Venezia, mentre una violenta mareggiata si infrange su Pellestrina.

Nel 1973 si vara la Legge Speciale per Venezia con la quale si impegna a tutelare e proteggere l’ambiente paesaggistico, archeologico, artistico e naturale della laguna.

AMBIENTE

La laguna veneta, compresa fra la foce del Piave e quella del Brenta, si estende su una superficie di circa 500 kmq, con una lunghezza di 50 km e una larghezza media di 10I km.

Le sue acque hanno una profondità media non superiore a 1,5 m e il valore medio dell’ampiezza di marea è di circa 1 m.

La laguna è suddivisa in laguna superiore, che si estende a nord dal porto di Piave Vecchia alla bocca di Porto di Lido (o di S.Nicolò), laguna media da porto di Lido alla bocca di porto di Malamocco e laguna inferiore a sud, che va da porto di Malamocco alla bocca di porto di Chioggia.

La laguna veneta si è formata al termine dell’ultimo periodo glaciale quando abbondanti materiali solidi, trasportati dai fiumi Tagliamento, Brenta, Piave e Po, si sono depositati lungo la linea di costa provocandone l’avanzamento.

Le correnti marine hanno contribuito in seguito a distribuire i detriti lungo linee parallele alla costa. Il nuovo suolo così formato, di natura limoso-argillosa, ha subito fenomeni di compattazione e subsidenza.

Esso costituisce il carànto che oggi si rinviene ad una profondità variabile da 1 a 2 m all’interno della laguna e a 10 m in corrispondenza delle bocche di porto.
Su questo suolo, compatto e duro, Venezia ha costruito i suoi edifici su un ingegnoso sistema di palafitte di pali di
larice e rovere.

L’apporto di materiale detritico dai fiumi, la subsidenza, l’ingressione e la regressione marina, le variazioni climatiche e l’intervento dell’uomo fin dall’antichità hanno contribuito a creare la morfologia della laguna, ancora in movimento.

La laguna è un territorio complesso e affatto uniforme, costituito da un ricco insieme di ambienti dinamici e vivi.

Procedendo dal mare alla terraferma s’incontrano: i lidi, le barene, le velme, le valli da pesca e i boschi attorno alla laguna.

I lidi sono lunghe e strette isole sabbiose costituite inizialmente da cordoni di dune. Esse separano la laguna dal mare aperto e sono una barriera contro l’azione corrosiva del moto ondoso.

I litorali sono sistemi estremamente labili e mutevoli, I fattori che influiscono sulla loro morfologia sono diversi: le modificazioni nel tempo dell’apporto di detriti fluviali, il moto ondoso del mare, l’azione del vento, i fenomeni di subsidenza (abbassamento del suolo) e di eustatismo (innalzamento del livello marino).
Ma l’assetto naturale di questi delicati ambienti è anche compromesso dallo sfruttamento turistico.

Le velme sono banchi fangosi nerastri che emergono solo durante le fasi di bassa marea.

I palui sono aree ricoperte da acqua bassa, poco navigabili.

Le barene sono porzioni di terreno limoso-argilloso leggermente affioranti ricoperte da vegetazione bassa e resistente che periodicamente viene sommersa. Le barene si formano dall’opera di sedimentazione e modellamento dei sedimenti trasportati dalle correnti.

La laguna è solcata da numerosi canali più o meno profondi, naturali e artificiali, che si ramificano dal "tronco" maggiore, ampio e profondo in prossimità delle bocche di porto, fino ai "rami" secondari, i ghebi (canali piccoli e tortuosi), che scompaiono nelle basse acque dei palui e delle barene.

Le isole, porzioni di terreno perennemente emerso, rappresentano solo il 5% circa della superficie lagunare.

Le valli da pesca sono specchi d’acqua salmastra destinati dall’uomo all’allevamento dei pesci: anguille, spigole, orate, branzini e cefali.
Le valli sono ambienti di origine naturale ma gestiti dall’uomo in modo artificiale. Il mescolamento e il livello delle acque infatti sono controllati dall’uomo attraverso un sistema di chiuse dette
chiaviche.
Il sistema delle valli e quindi l’allevamento ittico si basa sui cicli della migrazione dei pesci che, entrando ed uscendo dalla laguna in diversi periodi dell’anno, rimangono intrappolati nelle valli.

FLORA E FAUNA

In laguna la vegetazione e le specie animali si trovano spesso a popolare zone con condizioni di vita estreme: il grado di salinità delle acque salmastre della laguna varia sensibilmente, la temperatura subisce elevate escursioni termiche con forti insolazioni diurne, i venti sono violenti e carichi di salsedine.

Lungo i litorali sabbiosi ci sono piante che hanno foglie sottili o ridotte a spine che riducono al minimo l’esposizione al sole, o piante grasse che possono trattenere l’acqua.

La colorazione è chiara, grigio-argentata. Le radici sono profonde ed estese.
Fra le specie più diffuse riconosciamo la
ruchetta di mare o ravastrello che cresce dietro la battigia, sulla nuda fascia di sabbia, e lo sparto pungente della famiglia delle graminacee che cresce sulle dune più alte e consolidate.
Interessante è la presenza dell’
apocino veneto, una pianta cespugliosa originaria dell’Asia e presente in Italia solo lungo le coste friulane e venete.

In località Ca’ Roman e Alberoni, lungo il litorale di Pellestrina e del Lido, si trovano sistemi dunosi estesi.
Essi presentano la tipica associazione vegetale dunale e retrodunale come il bosco a
leccio e pino. In queste oasi naturali nidificano in primavera il fratino e il fraticello.
Inoltre si scorge la presenza della
beccaccia di mare e della volpoca.

Dal 1995 si è adattato a queste zone un roditore di origine esotica, la nutria. L’entomofauna è presente con specie rare e minacciate: lo Scarites laevigatus, un insetto coleottero nero e lucente con potenti mandibole; la faleria; il rarissimo Xanthomus pallidus residuus e il Dischirius bacillus arbensis.

Anche le scogliere artificiali, i murazzi, costituiscono un habitat per alcune specie flogistiche (il finocchio marittimo, l’enula bacicci), per molluschi (il mitilo e l’ostrica) e crostacei.

I pesci che prediligono questi ambienti rocciosi sono le bavose. Sulle barene è diffusa la vegetazione di tipo alofilo, bassa ma fitta. Qui crescono il Iimonium che in estate fiorisce e acquista un bel colore viola-lila, la salicornia, la spartino e una pianta sommersa, la zostera.

Nelle barene nidificano il fraticello, la sterna comune, il gabbiano comune, la pettegola, l’avocetta, il cavaliere d’italia, il gabbiano corallino (estate) e il beccapesci, e si possono vedere anche uccelli acquatici di passo e svernanti.
Inoltre si possono avvistare diverse specie di
anatre selvatiche e, in inverno, svassi e cormorani che s’incontrano anche nelle aree bonificate delle casse di colmata vicino Marghera.

Le valli da pesca, che oggi occupano 8500 ettari e si trovano soprattutto ai margini della laguna, sono ambienti ad altissima produttività biologica. Esse sono zone di svernamento, alimentazione e riproduzione per un elevato numero di uccelli acquatici: anseriformi, ardeidi, limicoli, rallidi, passeriformi e rapaci.

Fra i nidificanti si segnalano: l’airone rosso, la garzetta, l’airone bianco maggiore, il falco di palude, anatre e limicoli. Ancora si nota la presenza di uccelli rari durante l’inverno e i passi: il fenicottero, il pignattaio, il falco pescatore, l’aquila anatraia maggiore, l’aquila di mare.

Nelle zone palustri, soprattutto a nord di Torcello e Burano, cresce la tipica cannuccia di palude e si avvistano uccelli di canneto come la cannaiola, il forapaglie, il pendolino, il tarabuso e il falco di palude.

Nell’entroterra si incontrano resti di estese ed antiche foreste: il Boschetto di Carpendo di tipo mesofilo (periferia di Mostre) e il Bosco Nordico (sud di Chioggia) di tipo termofilo costituito da lecceta mista a leccio, roverella, pino e diverse specie arbustive mediterranee.

LA LAGUNA SUPERIORE

La laguna superiore è caratterizzata dal tipico paesaggio della barena, con la sua natura fragile ma tenace, e delle valli da pesca con i suoi tipici casoni dei pescatori.

Le grandi isole, Burano, Murano e Torcello, sono affiancate da isolotti a volte abbandonati che castellano la laguna mentre sul litorale del Cavallino, molto frequentato dai turisti, si adagiano minuscoli centri abitati di antiche origini.

IL LITORALE DEL CAVALLINO
Esso si è formato negli ultimi due secoli dai detriti trasportati dal Piave, In effetti i centri abitati che oggi si affacciano sull’argine interno (Treporti e Lio Piccolo, il cui nome "lio" sta’ per lido) si trovavano in precedenza lungo la linea di costa.
Oggi questa fascia sabbiosa ospita insediamenti balneari, soprattutto campeggi che sì estendono dal
Faro di Piave Vecchia a Punta Sabbioni.

In questo punto estremo della penisola, che si affaccia sulla bocca dì porto di Lido, si ammira la fortificazione militare di Forte Vecchio e la chiesa di S.N/colò, ritratta da Cataletto e Guardi.

Cavallino, conosciuto nel Medioevo con il nome di Equilium, si trova a nord. Anche questo centro, oggi moderno, sì affacciava un tempo sul mare.
Del litorale però sono gli antichi e minuscoli centri abitati dell’argine interno a suscitare interesse:
Treporti, Saccagnana e Lio Piccolo.

Quest’ultimo è un avamposto abitato che si trova sull’argine di confine fra la laguna aperta e le valli da pesca. Orti e frutteti caratterizzano le Mesole dove s’incontra il tipico insediamento a corte costituito da poche vecchie case e da una chiesetta che si aprono su uno spazio comune.

Sul litorale, in prossimità del ponte sul Sile, si trova la Stazione Biofenologica. Si tratta di uno degli ultimi esempi di antica duna ed è zona protetta dal 1957. L’area, di proprietà privata, occupa circa 8 mila mq e ospita specie botaniche rare e ormai scomparse altrove,

TORCELLO
Il centro abitato fu fondato dagli abitanti di Altino in fuga, in seguito all’invasione di Attila.
Dopo aver conosciuto un periodo di splendore,
Torcello nel 300 iniziò a decadere.
Le cause furono diverse: il dominio di Venezia, le peggiorate condizioni ambientali e il diffondersi della malaria.

Oggi Torcello è una delle più frequentate isole lagunari. Merita una visita la chiesa di S.Maria Assunta fondata nel 639.

Essa, in stile veneto-bizantino, conserva all’interno splendidi mosaici del Xll-XlIl sec. Dietro l’edificio si erge un piccolo oratorio sorto sul sito di un’antica chiesa dedicata a S.Marco.
Questa fu costruita da
Rustico da Torcello e Buono da Malamocco che nel IX sec. avevano sottratto ad Alessandria il corpo di S.Marco per portarlo in patria.

BURANO
E’ un pittoresco borgo di pescatori che si presenta agli occhi dei visitatori con i colori vivaci e accesi delle sue basse case. Burano è famosa per l’arte del merletto cui sono stati dedicati la Scuola e il Museo.

Oggi il turismo, la pesca, il merletto e l’attività cantieristica minore sono le attività economiche principali per l’isola. Fra i monumenti di Burano si ricorda la chiesa di S.Martino del ‘500 che sorge su Piazza Galluppi. L’edificio è a croce latina ed ha tre navate con cappelle laterali.

MURANO
Anche Murano fu fondata dai fuggiaschi dì Altino. Divenne importante come scalo commerciale e per le saline, i mulini, la caccia e la pesca.

Fu anche centro autonomo con legge e moneta proprie. Alla fine del XIII sec. furono trasferite a Murano da Venezia le fornaci per la lavorazione del vetro la cui produzione artistica oggi è ben nota.

Le fornaci sono visitabili grazie alle visite organizzate che mostrano le fasi della lavorazione del vetro. A quest’arte fu dedicato nel 1861 il Museo Vetrario. Fra i monumenti di Murano si segnalano: la basilica di S.Donato del VII sec. ma ricostruita nel XII sec. in forme ravennati, con abside ottagonale in cotto, doppio ordine di colonne binate che formano al piano inferiore arcate cieche e in quello superiore un loggiato aperto; la chiesa di S.Pietro Martire del 1511 che conserva una pala di Giovanni Bellini e la chiesa di S.Mar/a degli Angeli.

ALTRI LUOGHI D’INTERESSE
Pittoresche e suggestive sono le isole minori di questa porzione della laguna da inserire in un possibile itinerario in canoa che potrebbe snodarsi attraverso Torcello, Burano, S.Francesco del Deserto dove si scorge il campanile del convento francescano incorniciato dai cipressi, l’isola degli orti S.Erasmo, il Lazzaretto Nuovo, Madonna del Monte, Murano e Mazzorbo (km 22).

Una gita in bici invece può condurre alla scoperta di Cavallino, Treporti e Lio Piccolo (km 39).

LA LAGUNA MEDIA

Questo tratto di laguna, insieme a quella inferiore, è caratterizzata da spazi aperti e ampi orizzonti. La vasta distesa d’acqua è costellata da lunghe file di bricole che segnalano la rotta in laguna e da isole minuscole.

Alcune di queste, oggi disabitate, ospitavano polveriere ed altre, dall’insolita forma ottagonale, erano fortificazioni a difesa della laguna e di Venezia. In particolare in questo tratto di laguna si scorgono gli interventi dell’uomo che fin dall’antichità cercò di proteggersi sia dagli aggressori, (es. Forte di Malamocco del 1646 e di S.Pietro) che dalla forza del mare che s’infrangeva sul litorale.

In periodi più recenti invece gli interventi dell’uomo sono stati mirati allo sviluppo economico ed industriale della laguna. Nel ‘700 vennero costruiti i famosi murazzi in pietra d’lstria con lo scopo di proteggere il litorale dalle maneggiate.
Essi, con uno spessore alla base dì 14 m e alti 4,5 m, si estendevano per circa 20 km da
Lido a Sottomarina.

Nell’Ottocento si costruirono, in prossimità delle bocche di porto, le dighe (es. quella di Alberoni 1840-1872) che causano l’espansione delle spiagge.

Nei primi del ‘900 iniziarono le grandi opere d’ingegneria civile che bonificarono vaste zone palustri e di barena come Marghera e Tessera (aeroporto). Nel 1930 si costruì il Canale Vittorio Emanuele III che unì la zona industriale al Canale della Giudecca e quindi al Porto di Lido. Le valli da pesca rimasero così chiuse ai flussi di marea e molte aree furono bonificate e destinate alla coltivazione.

Nel secondo dopoguerra fu costruito il grande Canali Petroli Marghera-Malamocco lungo 100 m e profondo I 2- I 5 m.
Fu anche avanzato un progetto nuovo per una terza zona industriale. Si procedette alla bonifica e all’arginatura di altri 1200 ettari.
Il progetto alla fine fu abbandonato e quelle zone di cassa di colmata sono state progressivamente rinaturalizzate.
Oggi sono
oasi naturalistiche visitabili ricche di vegetazione e avifauna (cassa D-E).

IL LIDO
Il litorale dalla bocca di Porto di Lido a quella di Malamocco è rinomata per i ben noti insediamenti balneari e turistici diventati famosi anche all’estero per la Mostra del Cinema.

L’area che si estende fra S.Maria Elisabetta e località Quattro Fontane è la porzione infatti più urbanizzata.

Qui sorgono le belle ville in stile Liberty, le famose spiagge e i lussuosi hotel fra cui l’Excelsior e il Des Bain dalle pregevoli forme architettoniche.
Da non trascurare il
Casinò.

Le altre porzioni di litorale (Malamocco, S.Nicolò e Alberoni) si apprezzano invece per i tratti naturalistici e i resti di antichi insediamenti umani.

MALAMOCCO
Conosciuto in antichità col nome di Metamauco o Meduaco, è uno dei centri Iagunari più antichi con una propria sede vescovile finché questa non fu trasferita a Chioggia nell’Xl sec.

Malomocco subì però un triste destino: intorno al 1106 fu devastato da un cataclisma naturale. Oggi è un piccolo centro tipicamente veneziano con calli, campielli e orti. Vi si trovano la chiesa di S.Maria Assunta del XII sec., il palazzo Pretorio del ‘400 e l’antico ponte di Borgo con il caratteristico arco, lo stemma e la lapide.

ALBERONI
Questa zona meridionale ospita, oltre ai famosi campi da golf (il più noto risale al 1930), anche un’oasi naturalistica dove si trova un ben conservato e protetto ambiente dunoso.

ALTRI LUOGHI D’INTERESSE
Presso S.Nicolò, sul litorale, meritano una visita la seicentesca chiesa e il monastero fondato nel 1053 dai Bizantini, la Casa dei Dieci dove abitavano i sorveglianti del Lido e il Cimitero ebraico fondato nel I 389.
E’ consigliata inoltre una visita alle isole di
Poveglia, S.Clemente e S.Maria delle Grazie

LA LAGUNA INFERIORE

Anche la laguna inferiore, come quella media, è caratterizzata dagli spazi aperti. Qui si trova il tipico paesaggio delle valli da pesca con i suoi casòn.

Queste costruzioni, risalenti soprattutto all’Ottocento, hanno struttura solida a pianta quadrata. Ospitavano coloro che lavoravano nelle valli ed erano il cuore amministrativo dell’azienda valliva.

Alcuni di essi oggi sono solo ruderi mentre altri, come il fiabesco Cason di Valle Zappa, sono stati restaurati. Sulla terraferma s’incontrano invece le opere di deviazione dei fiumi il cui corso influisce sull’ambiente lagunare.

La Serenissima deviò il Brenta nel )(Vl sec., poi gli Austriaci ne ripristinarono il corso nel 1840 finché nel 1895 lo si fece sfociare presso Brondolo.

A sud-ovest, di fronte Chioggia, si trova la Bonifica di Brenta realizzata dopo il 1924 su un’area di 2365 ettari. E’ questa una zona agricola a cereali e ortaggi.

PELLESTRINA
Distrutta durante la guerra di Chioggia, Pellestrina fu ricostruita su iniziativa di quattro famiglie locali e tornò al suo antico splendore. Nel 1807 si dichiarò Comune autonomo fino al 1923 quando divenne frazione di Venezia.

Il borgo è caratterizzato dalle tipiche case colorate e dai palazzotti del XVI-XVII sec, dagli orti e dai vigneti.

Si può visitare la chiesa di S.Maria di S.Vita di forma ottagonale con torrette costruita in seguito alla miracolosa apparizione della Madonna nel 1716, l’oratorio di S.Maria e la chiesa di S.Antonio dei primi deI ‘700.

CA’ ROMAN
Questa località, che si estende nell’estremità meridionale del litorale di Pellestrina, è un’importante oasi naturalistica. Qui si trovano sistemi dunosi di notevoli dimensioni con le tipiche associazioni vegetali e un’interessante avifauna.

Il progetto di tutela di quest’oasi è stato avviato nel 1989 dal Comune di Venezia e dalla LIPU con l’intervento della cooperativa Limosa.
Ca’ Roman è raggiungibile in bici o a piedi da Pellestrina o via mare.

CHIOGGIA
Il nome romano della cittadina era Fossa CIadia ma acquistò nel corso della storia diversi appellativi. Durante le invasioni barbariche nel Xl-Xll sec. accolse i profughi di Padova, Monselice ed Este ed entrò a far parte della confederazione delle 12 isole della laguna.

NeIl’810 e nel 902 fu distrutta dai Franchi e poi dagli Ungheri. Dopo il Mille acquisì di nuovo un ruolo importante per il commercio e nel 1110 divenne sede vescovile. Nel XIV sec. godette di benessere economico derivante dal commercio del sale.

Nel 1379 cadde sotto i Genovesi ma poi fu liberata dai Veneziani. Fra il XV-XVll sec. la città subì inondazioni e carestie.

Nel 1797 le truppe francesi entrarono a Chioggia ma l’anno dopo, con l’intera Repubblica di Venezia, fu ceduta agli Austriaci contro i quali si ribellò neI 1800, fatto noto come "La sollevazione del Cristo".

Chioggia è oggi nota per il suo importante e grande mercato del pesce. Essa si sviluppa su diversi isolotti uniti da ponti.

La percorrono tre canali principali fra cui il centrale e pittoresco Canale della Vena. Corre parallelo ad esso Corso del Popolo, arteria principale della cittadina.

Vi sorgono importanti edifici: la chiesa barocca di S.Andrea con il campanile in stile romanica del Xl-XII sec.; l’edificio gotico del Granaio del 1322 sulla cui facciata si trova una Madonna col Bambino in cartapesta di Sansovino; il moderno palazzo del Comune; la settecentesca chiesa di S.Giacomo dove all’interno due serie di finestre donano un’insolita luminosità solare; l’oratorio di S.Martino in stile gotico-veneziano con cupola ottagonale e pareti esterne a mattoni decorate da un intreccio di archetti ogivali. Archetti a tutto sesto si ripetono anche sulla cupola dove sono interrotti da colonnine con capitelli marmorei. All’interno è conservato un polittico del 1349 di Paolo Veneziano.

In fondo a Corso del Popolo si erge il Duomo affiancato dal campanile trecentesco. [edificio risale all’ XI sec. ma fu rinnovato nel I 674 da Longhena. Nell’interno si ammirano il pulpito marmorea, opera di B.Cavalieri (I 677), il Battistero scolpito deI ‘700 e l’altare magg/ore a tarsie marmoree.

Vi sono inoltre conservate opere di Palma il Giovane, Cima da Conegliano, Piazzetta e Tiepolo. Su un’isoletta sul lato nord di Chioggia sorge la chiesa di S.Domenica. Essa fu rinnovata nel ‘700 ma dovrebbe risalire al XIII sec. All’interno sono conservate opere di pittori veneti fra cui il S.Paola di Vittore Carpaccio e un Gesù Crocifisso attribuito a Tintoretto.

Si ammira inoltre il suggestivo Cristo ligneo il cui volto, di fattura bizantina, si narra fosse stato ritrovato in mare da alcuni pescatori.

ALTRI LUOGHI D’INTERESSE
Una gita in canoa in questa porzione di laguna, da Chioggia o da Lova, conduce alla scoperta dell’ambiente vallivo con i suoi casoni.
Si raccomanda un percorso in bicicletta sul litorale per scoprire i centri di
Portosecco e S.Pietro in Volta fino a Ca’Roman (km 22).


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