Parco delle Groane

Groane

è un termine milanese che significa
brughiera, cioè la prateria caratterizzata da un
piccolo arbusto, il brugo, che a fine agosto
esplode in rigogliose fioriture rosa-lilla.

Articolo di Daniela Radici
(per gentile concessione dell’Eco di Bergamo)
tratto da MILANOBICI N° 3 - 2000

Non solo fabbriche nell’hinterland milanese: sul territorio di sedici Comuni della provincia di Milano, fra Arese e Lentate sul Seveso, corre una lunga striscia di natura protetta, molto frequentata dagli amanti delle passeggiate in bicicletta.

Groane è un termine milanese che significa brughiera, cioè la prateria caratterizzata da un piccolo arbusto, il brugo o calluna, che a fine agosto esplode in rigogliose fioriture rosa-lilla.
E Groane si chiama quel lembo di alta pianura (
pianalto) che si stende a nord di Milano, fra il torrente Guisa, a ovest, e il fiume Seveso a est.
La zona è rimasta in buona parte coperta da boschi e brughiere, dal 1976 protetti dal
parco regionale di oltre 3.400 ettari.

Sono numerosi i punti di interesse, soprattutto naturalistico, ma anche architettonico: dalle vecchie fornaci di laterizi, che utilizzavano l’argilla locale, alle ville che i nobili milanesi fecero costruire nel’600 e nel ‘700.
Facilmente percorribile con qualsiasi bicicletta, l’itinerario di 50 chilometri circa si snoda all’ombra di
querce, pini e betulle, inizia da Castellazzo di Bollate, che si raggiunge in automobile con la statale 233 Varesina o in treno con la linea Milano-Saronno delle Ferrovie Nord.

Due imponenti leoni di pietra introducono a quello che fu il viale d’ingresso alla grandiosa villa Arconati-Crivelli (il "Castellazzo") la cui costruzione iniziata nel 1621, fu poi ampliata nel Settecento.

Per lo sfarzo degli interni e per il bellissimo giardino dotato di teatro, serre, uccelliere, fu chiamata "la piccola Versailles lombarda". Purtroppo ora è quasi in rovina.

Si pedala dapprima lungo una strada alberata che alla chiesetta di Fametta si trasforma in uno stretto sentiero sulla quale si raggiunge, a Garbagnate, il laghetto per la pesca sportiva.

Prendendo a destra dopo il sottopasso, si arriva alla nuovissima stazione Serenella delle Ferrovie Nord. Con il sottopassaggio ciclopedonale si passa sul lato opposto della ferrovia, dove si procede lungo l’amena pista ciclabile che corre lungo la sponda destra del canale Villoresi.

In vista dell’altissima ciminiera dell’ex fornace Parodi si gira a sinistra per raggiungere Senago, il cui centro è dominato dalla Villa Borromeo, dove a lungo soggiornò San Carlo. Si passa proprio sotto il giardino della villa e si supera un ponte sul Villoresi per dirigersi verso Cesate, dove, presso un distributore di benzina, inizia la pista ciclabile tracciata nel parco, che collega Cesate con Lazzate.

Si incontrano così, pedalando in direzione nord su una pista dal buon fondo, sempre ombreggiata e quasi sempre ben segnalata: la pineta di Cesate, la riserva naturale Ca’del Re, l’ex polveriera che ospita ora il Centro parco, la ferrovia dismessa Saronno-Bergamo, i laghetti di Ceriano e i ruderi della fornace Pizzi Clerici, i fitti boschi di S.Andrea e di Misinto e, infine, di Lazzate.

Un tratto di brughiera, con il suo tappeto di erbe basse, tra cui si distinguono per il colore vivace le ginestre gialle (in primavera) e il brugo rosato (a fine estate), si attraversa nella zona più orientale del percorso, tra Ceriano e Cogliate.

A Ceriano Laghetto, proprio all’attraversamento della strada provinciale 134, la trattoria Al Parco offre l’occasione di una sosta gastronomica, mentre panche e tavoli un po’ lungo tutto il percorso invitano al picnic.

Per informazioni e visite guidate: Consorzio Parco Groane, tel. 02/969 81 41

 


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